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Trabocco "I Gabbiani" - Pescara
 
 
 

I trabocchi si trovano lungo il litorale abruzzese. E sono stati messi lì per caso, ancorati agli scogli, sornioni e silenziosi, vedette sul mare, fedeli guardiani delle bellezze della nostra costa. Non si conosce esattamente la loro origine . Nessuno riesce a stabilire l’epoca in cui sono stati “poggiati” sul mare. Si può solo pensare che la loro invenzione sia stata originata dalla paura che l’uomo provava, una volta, nell’avventurarsi, per la pesca, in mare aperto. Ed era, quindi, più comodo e più tranquillo, “pescare da fermo”, da una piattaforma stabile, collegata alla terra ferma da una passerella di legno. Il primo e più antico documento che ci parla dei trabocchi della nostra zona è del 1400.
“Costa dei Trabocchi„

La cultura del trabocco e dei traboccanti appartiene alla memoria storica che percorre le coste del mare abruzzese. Un passato di profonda dignità di uomini e di fatti che necessita recuperare in relazione alle realtà culturali del Tempo Presente.
Le attuali contingenze del vivere umano, oggi, non possono essere comparate alle istanze del passato, ma l'uomo ha il dovere etico di far rivivere in differenti verità culturali l'inconfutabile storia che comunque ci appartiene e ci nobilita.
Il dovere dell'uomo contemporaneo, qualunque mestiere o professione esercita, è di sedimentare antropologicamente il passato, metterlo in analisi comparata con il Tempo Presente per creare un Futuro di rinascita sociale, culturale ed economica.
Giuseppe Venti, uomo che ama intensamente il mare, la natura e la sua terra abruzzese, possiede il trabocco da oltre venti anni, sul molo del porto di Pescara e lo ha magistralmente restaurato tentando di recuperare le singolarità dell'antico luogo.
E' sua intenzione dare una nuova vita al suo Trabocco denominato "I Gabbiani" e farne un luogo che trasmetta la sua passione per il mare e per la sua terra d'abruzzo e per la gente che ha la fortuna di abitarvi..
“Bar.ssa Lucrezia De Domizio Durini„.


Agli Anziani possa ispirare i sentimenti di un tenero ricordo; ai Giovani la testimonianza perchè continui un pezzo di storia della nostra bella Pescara.
“Peppe Venti„



Architetture spontanee che ci appaiono come strutture fragili che riescono a resistere alla corrosione del mare e alla forza del vento.
Costruzione dalle sembianze precarie tramandateci attraverso un lavoro continuo di manutenzione. Inizialmente fatti di materiali poveri, di recupero come legno di acacia, pali in ferro, putrelle e funi, erano realizzate dagli stessi pescatori sin dal secondo ottocento; attualmente nei recenti lavori di recupero di alcuni di essi, sono stati impiegati gli stessi materiali quali ferro per le palificazioni e legno per la realizzazione dei capanni e degli assiti ma, con tecniche costruttive diverse perdendo così la loro precarietà e apparente fragilità.
I trabocchi realizzati sul molo sono composti da una piattaforma ancorata agli scogli che si aggetta verso il mare attraverso una palificazione irregolare, pali che diventano pennoni verticali, inclinati, il tutto legato da un complesso sistema di tiranti. La grossa rete è l'avamposto immersa nel mare, tenuta dal sistema di pennoni e tirata su da funi che si arrotolano ad un argano posizionato nella baracca verso il mare.
“Arch.ti: A.Feliciani - A.Di Giovannantonio„